lunedì 7 febbraio 2022
Emigrazione italiana: le grandi tragedie sulle vie della speranza
Della nostra emigrazione, quella massiccia fra la grande crisi agraria del 1876 e la Prima guerra mondiale quando circa 14 milioni di italiani cercarono una vita migliore all'estero, si è narrato molto soprattutto per lo spopolamento delle nostre terre più povere e delle difficoltà di accesso, di ammissione negli Stati Uniti d’America e, purtroppo, anche di alcune pagine meno edificanti. Certo, ma tutto questo tralasciando aspetti che fecero meno cronaca: la generosa caparbietà delle nostre genti che hanno saputo inserirsi, farsi valere conquistando anche apprezzabili posizioni sociali nei Paesi che li avevano accolti. E poi il viaggio, la traversata oceanica. Momenti di pianto, il lasciare per sempre quelle terre che, seppur povere, erano comunque le radici della famiglia. A malincuore si partiva per intraprendere la strada verso una meta del tutto sconosciuta, ma che era stata descritta soprattutto nei sogni, nelle speranze. Non abbiamo che pochi cenni di cosa sono state talune tragedie durante le rotte oceaniche. Prime fra tutte le malattie che, contratte nelle precarie condizioni igieniche durante la traversata, fecero centinaia di vittime. Nel 1884, 20 morirono di colera sul Matteo Brazzo che, proprio per l'epidemia a bordo, era stato respinto a cannonate mentre tentava di attraccare a Montevideo; 34 per asfissia sul Cachar e 18 per fame sul Carlo Raggio. Nel 1889 in 27 trovarono la morte per afissia sul Frisia e 34 di morbillo sul Parà. Nel 1893 difterite e colera ne uccisero 96 sul Remo. Nel 1894 in 155 morirono sull'Andrea Doria e 20 sul Vincenzo Florio; nel 1905, 45 sul Città di Torino. Una pagina ancora più dolorosa per le sue proporzioni sono stati i naufragi di cui oggi, ed è sconcertante, non se ne parla, eppure l'oceano ha portato nei suoi abissi centinaia di vite e ...speranze. Il 24 agosto 1880, per un accidentale speronamento al largo della costa argentina, affondò il piroscafo Ortigia, 149 i morti.
18 marzo 1891: il piroscafo Utopia si inabissò per una collisione con la nave militare britannica HMS Anson nella baia di Gibilterra: perirono in 562, erano emigranti italiani diretti negli Stati Uniti d’America. Il 4 luglio 1898, al largo della Nuova Scozia, affonda il piroscafo Bourgogne: muoiono in 549, per lo più emigranti italiani.
4 agosto 1906: piroscafo Sirio, varato nel 1883, della Navigazione Generale Italiana, salpa da Genova il 2 agosto 1906 con destinazione finale Buenos Aires. Ha a bordo circa 850 passeggeri, buona parte dei quali emigranti italiani. Dopo alcuni scali nei porti di Barcellona e Cadice si dirige verso le Gran Canarie e Capoverde per poi puntare verso l’America del Sud. Passate le Baleari transita a tutta forza davanti a Cartagena, esattamente Capo Palos, dove va ad incagliarsi contro degli scogli; si presume che, tra annegati e dispersi, siano mancate all’appello circa 500 persone.
25 ottobre 1927: il Principessa Malfalda (nella foto) affondò davanti alle coste brasiliane. Era uscito nel 1908 dai cantieri di Riva Trigoso, sul Levante ligure. Stavolta era al suo ultimo viaggio perché sarebbe stato poi destinato alla demolizione e si narra che, proprio per questo, negli ultimi tempi c'era stata scarsa manutenzione. E le conseguenze si pagarono subito perché la nave dovette forzatamente fare scalo a Dakar (Senegal) per una riparazione all’asse dell’elica sinistra. Una successiva soata nell’isola di Capo Verde per riparare le celle frigorifero perchè le vivande si erano deteriorate. Quando si trovò a circa 80 miglia al largo delle coste brasiliane, tra Salvador de Bahia e Rio de Janeiro, si sfilò l’asse dell’elica sinistra che, continuando a girare, squarciò la chiglia a poppa causando una copiosa entrata d’acqua. Inutili le riparazioni di fortuna adottate, venne lanciato l’SOS che fece confluire subito i soccorsi dalla costa e da navi che transitavano nella zona. Ammirevole il comportamento dell’equipaggio e del suo comandante, il siciliano Simone Gulì che scomparve tra i flutti insieme alla sua nave. Gli venne conferita la medaglia d’oro alla memoria e intitolata una via a Palermo. Si calcola che perirono non meno di 600 passeggeri: una tragedia che ha indotto molti a definirlo il Titanic italiano. Cionostante milioni di Italiani hanno continuato, e continuano a partire verso prospettive di vita migliori accompagnati da tanta speranza e determinazione. Valori che, lo dimostrano i fatti, sono risorse per tutti i Paesi che li ospitano.
venerdì 24 dicembre 2021
Accertamento esistenza in vita dei pensionati all'estero
L'INPS, attraverso Citibank NA, sta per avviare una verifica dello stato in vita dei nostri pensionati che sono residenti all'estero per evitare che vadano a perdersi degli assegni previdenziali. Dal febbraio 2022 Citibank effettuerà un sondaggio per accertare se i pensionati, a carico dell'INPS sono in vita. Questi avranno e per quattro mesi di tempo per confermare il loro stato in vita. Questo censimento, attuato mediante email o videochiamate, riguarderà i nostri connazionali residenti nel continenti americano, nei paesi scandinavi, Est Europa e Asia, mentre nel primo semestre del 2021 ha riguardanto quelli residenti in EU, Africa e Oceania.
mercoledì 22 dicembre 2021
Unanimi consensi e splendida targa-premio per Davide DATO
"A Davide Dato, ammirevole interprete della Danza, se ne sottolineano gli straordinari traguardi raggiunti nell'esemplare carriera artistica internazionale e il prestigioso onore che porta all'Italia" è la motivazione con cui l'ASI - Associazioni Sportive e Sociali Italiane ha voluto gratificare Davide DATO, l'étoile del Teatro dell'Opera di Vienna. Il conferimento è stato voluto dal giornalista Gianmaria Italia (nella foto) che sei anni fa ideò questo riconoscimento per quei nostri connazionali che, residenti all'estero, stanno distinguendosi nella loro attività, sia essa nella Cultura come nello Sport o nelle attività sociali portando lustro all'immagine del nostro Paese. Con Davide sono 15 i nostri emigranti che possono fregarsi di questo ambito premio. Ampio il risalto in Piemonte, soprattutto sulla stampa biellese (terra d'origine di Davide Dato) e alla domanda del perchè di questo premio che non ha alcun risvolto commerciale, Italia risponde: "Ho ideato questo riconoscimento nel dicembre 2015, esattamente cinque anni dopo che Daniela, la mia figlia maggiore, era emigrata in Lussemburgo. Da allora avevo più volte visitato il Granducato e conosciuto alcuni altri nostri connazionali che, detto realisticamente, pur essendo professionalmente ben considerati, restano sempre degli stranieri sia lì come altrove e anche gran parte della nostra classe politica non li considera più italiani; risultato? I nostri espatriati sono stranieri due volte. Occorreva dare loro un segno tangibile di attenzione e i commenti di riconoscenza che ricevo da coloro che ho premiato confermano la bontà della mia iniziativa: sono talenti in fuga a cui dobbiamo affetto come figli della nostra stessa Patria e riconoscenza perchè portano onore all'Italia, Davide Dato ne è un ammirevole esempio". Ecco l'articolo che gli ha dedicato il quotidiano La Provincia di Biella, sia in internet https://laprovinciadibiella.it/attualita/al-ballerino-biellese-davide-dato-il-premio-italiano-nel-mondo/ che su carta .
giovedì 9 dicembre 2021
a DAVIDE DATO, étoile dell'Opera di Vienna, il Premio ASI Italiani nel mondo
(qui accanto foto di Kosmas Pavlos) L'ASI - Associazioni Sportive e Sociali Italiane, è particolarmente lieta di annunciare di avere individuato in Davide DATO, étoile dell'Opera di Vienna, il nostro connazionale a cui conferire il Premio ASI Italiani nel mondo* - edizione 2021. La proclamazione avverrà domenica 19 a Roma in occasione del Consiglio Nazionale ASI, la consegna della targa-premio avrà invece luogo durante una prossima tournée in Italia. "Sono oltremodo fiero di assegnare a Davide Dato questo riconoscimento; lo merita perchè esprime proprio l'essenza del Premio: un grande interprete della danza che porta onore al nostro Paese - dichiara il giornalista Gianmaria Italia, suo ideatore - Spero fortemente di incontrarlo presto. E' davvero ammirevole anche in stile e modestia se pensiamo che, sebbene abbia già ottenuto una dozzina di benemerenze internazionali, mi ha subito ringraziato aggiungendo che per lui sarebbe stato un grandissimo onore ricevere il Premio Italiani nel mondo". Il nome di Davide Dato si aggiunge a quello degli altri 14 connazionali che in sei anni hanno meritato questo riconoscimento.
Davide è nato a Biella nell'Agosto 1990; fin da bambino ha dimostrato la sua passione e predisposizione per la danza. I suoi genitori hanno lodevolmente sostenuto la vocazione e il percorso intrapreso dal loro figlio che, nella sua fulgida carriera, ha ricambiato dimostrato splendidamente quanto abbiano visto bene.(a destra foto di Ashley Taylor) La cronaca ci rivela che Davide, allora quindicenne, venne scartato dalla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Poco dopo eccolo però vincere una borsa di studio e approdare alla Scuola di ballo di Vienna dove, a 17 anni, consegue il diploma presso la Scuola di Stato e nel 2008 entra nel Corpo di Ballo dell'Opera di Vienna. Nel 2011 viene nominato demi-solista nel Wiener Staatsballet fino alla consacrazione, nel 2016, a Ersten solotanzer, ovvero Primo ballerino del Teatro di Stato di Vienna. Il grande pubblico della televisione l'ha più volte ammirato, senza magari conoscerne il nome, per i balletti che hanno fatto da mirabile contorno agli ultimi Concerti di Capodanno eseguiti dall'Orchesta Filarmonica di Vienna. La danza sembra essere nel DNA della famiglia Dato: la sorella Greta, di tre anni più giovane di Davide, è oggi un'apprezzata ballerina solista presso lo Staatstheater di Cottbus in Germania.
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