martedì 31 luglio 2018

L'Emigrazione italiana ancora lontana dalle attenzioni dei media

L'Emigrazione italiana, alla faccia dei balbettanti accenni di economisti onnipresenti sul reti tv nazionali e delle ideoligiche dichiarazioni politiche, continua a crescere.
Credo che questa realtà, assolutamente preoccupante, passi come acqua sulle spalle di opinion maker se non per un freddo riferire di numeri.
Ha cercato di farci dedicare un poco di doverosa attenzione la giornalista Flavia Perina (ex direttore responsabile del Secolo d'Italia e condirettore di Adnkronos) durante l'odierna puntata di Rai3 Linea notte.
Una manciata di secondi e poi la conduttrice, nel rigoroso ripetto del palinsesto, ha portato l'attenzone alla vicenda del centinaio di migranti che la nave italiana Asso 28 aveva riportato in Libia.
Nulla da dire sul dovere di cronaca, ma quando su questa vicenda, di cui tutti avevamo solo titoli e qualche accenno, ci si dovesse esprimere con opinioni e giudizi credo che si portava poca acqua all' informazione....
Spazio dunque alla crisi di coscienza che dovrebbe tormentare qualche uomo di governo, con buona pace di chi, oggi all'opposizione, tenne la bocca chiusa quando, solo pochi anni fa, pescherecci italiani erano sequestrati da motovedette tunisine e libiche.
Dove albergava allora il doveroso amor di Patria?

sabato 21 luglio 2018

MARCHIONNE entra nella Storia

Mentre su tutte le prime pagine dei quotidiani si annuncia l'aggravarsi delle condizioni fisiche di Sergio Marchionne, ricoverato in un ospedale di Zurigo,  in qualche articolo traspare una critica al suo operato, primo fra tutti l'aver portato la Fiat lontana dall'Italia.
Non sono di questo avviso; sebbene siamo impossibilitati ad avere una controprova, un vedere quale sarebbe stata la conseguenza se l'azienda torinese avesse perdurato nel suo cammino, mi resta l'idea che non avrebbe avuto un percorso dagli obiettivi netti e ben focalizzati; le mutate condizioni politiche, il peso sempre più crescente di una governance internazionale avrebbero spiazzato la nostra azienda leader che per decenni aveva condizionato scelte di governo, qualunque ne fosse il colore.
Ormai non era più così.
Marchionne le ha fatto varcare il Rubicone atlantico portandola da una seconda fila europea, dietro colossi tedeschi e francesi, alla fusione con Chrysler, alla Casa Bianca; i tempi erano mutati e lui l'aveva capito, aveva fatto intraprendere alla FIAT,  pur cambiandone ragione sociale, un nuovo percorso, le aveva dato una collocazione internazionale di indiscutibile prestigio.
Sì, è vero, non si sarebbe più parlato dell'azienda FIAT, ma dove? Non certo sulle autovetture perché permaneva una gamma, una linea FIAT, un brand incontrovertibile nella mente e nelle scelte degli automobilisti.
Oggi Marchionne lascia tutti gli incarichi di vertice in quel Gruppo dove entrò nel 2004 come A.D. della FIAT per il suo rilancio e la missione di internazionalizzare l'azienda di via Nizza, al Lingotto dopo che nel 1997 aveva lasciato la storica sede di corso Marconi.
Ha contribuito alla nuova immagine del Gruppo inoltre, punto di pregio, gli va riconosciuto quello di essere stato il mentore di John Elkann, nipote di Gianni Agnelli.
Marchionne è stato un top manager che ha servito con alta professionalità la FIAT, non solo, ha fatto crescere i germogli di una grande Famiglia, anche per questo deve entrare nella Storia.
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23-7-2018    Peccato che la FCA non abbia inserito alcun top manager italiano nella galassia delle aziende lasciate da Marchionne; che futuro per la continuità italiana?

martedì 17 luglio 2018

Opportunità di lavoro all'estero

Nel  mondo, anche in posti inimmaginabili, ci sono opportunità di lavoro per nostri connazionali.
Il  sito  https://viviallestero.com/offerte-lavoro/?lcp_page2=1#lcp_instance_2
contiene un interessante settore "Offerte di lavoro".
Ovviamente e comprensibilmente Viviallestero si limita a pubblicarle e non si assume alcuna responsabilità su tali proposte; in ogni caso ...in bocca al lupo!

martedì 3 luglio 2018

Un ORO macchiato da strumentalizzazioni

Il 23 giugno a Tarragona, per la 18a edizione dei Giochi del Mediterraneo, quattro ragazze salivano sul gradino più alto del podio dopo aver vinto la staffetta 4 x 200 di nuoto: erano Stefania Pirozzi, Margherita Panziera, Linda Caponi e Laura Letrari. Un successo maiuscolo italiano che replicava quello ottenuto a Pescara (2009) e Mersin  (2013).
Purtroppo di questa vittoria se ne è parlato pochissimo, un silenzio ingeneroso che si scontra con i titoloni dedicati alla formazione che ha vinto un altro nostro oro, quello della 4 x 400 di atletica. Come mai? Perché in quest’ultima gareggiavano atlete “di colore” e questo aspetto ha soppiantato anche il lodevole risultato sportivo in quanto era una ghiotta  occasione per farne della strumentalizzazione politica: straniere (peraltro non bianche) che vincono per l’Italia.
Quanto siano oggi “straniere” queste ragazze sarebbe opportuno rifletterci:
Raphaela Lukudo  è nata ad Aversa (Caserta) 23 anni fa, corre per il Centro Sportivo Esercito; così come Maria Benedicta Chigbolu,  nata a Roma nel 1989 da madre italiana. 
Ayomide Folorunso, nata nel 1996 in Nigeria, vive a Fidenza dal 2004, è nella squadra del gruppo sportivo Fiamme oro mentre Libania Grenot, di origine cubana e sposata dal 2006 con un italiano,  è primatista italiana nei 200 m, corre per le Fiamme Gialle: tutte atlete con le nostre stellette.
Ma sono di origine cubana anche:  la mezzofondista Yusneysi Santiusti  Caballero, in Italia dal 2007; l’ostacolista Yadosleidy Pedroso, sposata con il suo allenatore Massimo Matrone; il lottatore  Frank Chamizo,  caporal maggiore nell’Esercito, è sposato con un’italiana e il pallavolista Osmany Jouanturena naturalizzato italiano nel 2010.
Con loro, della squadra azzurra che partecipò alle Olimpiadi di Rio (2016)¸ facevano parte anche un’altra decina di atleti nati all’estero, ma nessuno lo sottolineò