lunedì 26 dicembre 2022

DAVIDE DATO, dal successo di Buenos Aires a Vienna per il Concerto di Capodanno 2023

(copyright photo credit Ashley Taylor) - Il ballerino Davide DATO, dopo il successo quale Principe nello Schiaccianoci (coreografia di Rufolf Nureyev) andato in scena al Teatro Colon di Buenos Aires dove era stato invitato quale "Primo ballerino ospite", torna a Vienna dove è l'étoile del Teatro dell'Opera dal 2016. Lo potremo ammirare in tv in occasione del Concerto di Capodanno che Rai2 manderà in onda il 1° Gennaio 2023 alle 13,30 dopo l'edizione del Tg2. Nel frattempo gli sono stati conferiti tre importanti premi internazionali
All'artista biellese (è originario di Occhieppo Superiore) venne assegnato nel 2021 il Premio ASI Italiani (foto) nel mondo, riconoscimento ideato dal giornalista Gianmaria Italia per quei nostri connazionali che, residenti all'estero, si distinguono nella Cultura, nello Sport o in attività sociali. Lo stesso anno ottenne anche il Premio Danza&Danza "danzatore dell'anno 2021". A questi si è aggiunto, quest'anno, quello ugualmente importante di "Danzatore dell'anno 2022" promosso dalla rivista tedesca Tanz. E dire che, dopo le prove, era stato scartato dalla Scuola di ballo del Teatro alla Scala.

lunedì 5 dicembre 2022

A un catanese il 17° Premio Italiani nel mondo

Come anticipato nel post del 19 ottobre, a VENERANDO ROMEO , siciliano di Catania, è stato assegnato il Premio Italiani nel mondo. “A Romeo Venerando per avere conseguito, grazie a studi severi ed esperienze straordinarie in Patria e all’estero, livelli di preparazione culturale, scientifica e professionale di assoluta eccellenza che onorano l’Italia nel mondo”. Con questa motivazione la Commissione del Premio ASI Italiani nel mondo, presieduta dal giornalista Gianmaria Italia, ha conferito l’ambito riconoscimento ad un catanese nato il 10 gennaio 1966 che, dopo lusinghieri risultati negli studi liceali, si è laureato in Fisica col massimo dei voti; dal 1990 vive in Olanda dove si è affermato quale dirigente dell’Ufficio Europeo Brevetti. La candidatura di Romeo era stata proposta da Angelo Musmeci, presidente del comitato provinciale di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, che ha sempre creduto nei meriti del suo concittadino e dell’importanza del conferimento. Il Premio venne istituito nel dicembre 2015 per dare un tangibile riconoscimento a nostri connazionali che vivono all’estero dove si sono distinti nella Cultura, nel Sociale o nello Sport.
In 7 anni ha già raggiunto 16 emigrati italiani (4 in Usa, 2 Austria, 1 Belgio, 1 Brasile, 1 Canada, 1 Francia, 1 Gran Bretagna, 2 Lussemburgo, 1 Olanda, 1 Svezia e 1 Svizzera) e la Fondazione Migrantes (organo pastorale della CEI). “Il nostro intento, dichiara Gianmaria Italia ideatore del premio, non è quello di inseguire personalità celebri, anche se qualcuna è più sotto i riflettori di altre per l'attività che svolge, ma fare giungere a nostri connazionali residenti all’estero il riconoscimento per quanto hanno fatto e continuano a fare portando alto l’onore dell’Italia. Venerando Romeo ne è un tangibile esempio e sono grato e mi complimento col presidente Angelo Musmeci per avercelo segnalato”. E sarà proprio Musmeci che domenica 18 dicembre, a Roma, prenderà in consegna la targa-premio (foto) dalle mani di Claudio Barbaro, presidente nazionale ASI e sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. (per ogni informazione sul premio scrivere a gianmaria18@yahoo.it)

lunedì 14 novembre 2022

"L'Italia e i figli del vento"

E' questo il suggestivo titolo del saggio edito da Donzelli e di cui è autrice Delfina Licata, forse la più competente esperta del fenomeno migratorio italiano. Con l'autorevole prefazione di Andrea Riccardi, ex ministro per l'Integrazione, l'opera potrebbe già "leggersi" nel titolo della sua introduzione, Vivere i luoghi abitando il mondo. Sì, perchè è proprio lì, superando le barriere dei confini politici, che le 120 pagine del libro ci accompagnano. Grazie a sapienti citazioni e una attenta analisi della nostra emigrazione, Licata, esprimendo la sua pluriennale esperienza quale stimata curatrice del Rapporto Italiani nel mondo, descrive la mobilità della nostra gente e di chi, fattosi italiano, ne diviene testimone nel suo riprendere il viaggio alla ricerca di nuovi orizzonti di affermazione.
Allontanandoci da luoghi comuni, la sua narrazione ci fa conoscere ogni momento storico della nostra mobilità che, per generazioni, ha portato lontano, a volte verso lembi estremi del globo, le aspirazioni di intere comunità. D'altronde, come affermò Adam Smith, "la soddisfazione dei bisogni ha fatto la storia dell'uomo" e L'Italia e i figli del vento è un testo ...che ne fa testo.

La Francia critica i nostri provvedimenti anti sbarchi dalle ONG, ma respinge al confine chi ha fame e dimentica quando gli africani facevano loro comodo

C'è un gran clamore, anche da certa stampa nostrana, sulla nostra mancata accoglienza dei 234 migranti imbarcati sulla Ocean Viking. Si è cattedratici nel sottolineare "il mancato rispetto umano verso chi cerca in Europa (ma sbarcando in Italia), migliori condizioni di vita". Peccato che i transalpini si siano dimenticati di quando, negli anni '50 e '60, bloccavano al confine centinaia di emigranti italiani o, tuttora, le migliaia di africani respinti a Ventimiglia e Mentone o Calais. I francesi e taluni leader politici italiani hanno rimosso dalla memoria i 300 "sans papier" sloggiati a manganellate dalla chiesa di Saint Bernard a Parigi? Era il 28 giugno 1996. Perchè si ignora che negli ultimi 12 mesi l'Italia ha accolto quasi 90.000 persone (nel 2021 erano presenti 78.421 - fonte Unicef) e che dire delle 8.000 che doveva prendersi l'Europa? Solo 117. D'altronde è lo stesso segretario dell'Association de Cooperation Italie-Afrique, Louis Michel Nekam, che, intervistato dal Giornale, ha dichiarato: "L'ipocrisia francese mi indigna: Parigi accusa di disumanità l'Italia e poi nega l'accoglienza agli stessi africani che ha contribuito ad affamare con le sue politiche". In fatto di solidarietà, di senso umano, consiglio ai "cugini" francesi di sfogliare qualche pagina di Storia: prima quella scritta dal nostro Salvatore TODARO. Comandante del sommergibile Cappellini, il 15 ottobre 1940 trasse in salvo l'equipaggio della nave nemica che, in azione bellica, aveva silurato.
Seconda: una vicenda vergognosa che loro tengono tra le quinte, vale a dire la battaglia del 22 agosto 1914 a Rossignol (Belgio) dove, combattendo sotto la bandiera francese, il Régiment d'infanterie coloniale lasciò sul campo, in un solo giorno, 22.000 algerini falciati dalle mitraglie germaniche. E che etnia avevano i soldati francesi che vediamo nel film La Ciociara? (nelle foto di Gianmaria Italia scorcio dei cimiteri di guerra a Rossignol - cliccare per ingrandire l'immagine)

martedì 8 novembre 2022

2022, emigrano meno italiani, ma sempre più di qualità

Nel 2021 non si è ripetuto l'andamento in crescita dell'emigrazione italiana: per la prima volta, dopo alcuni anni, sono espatriati meno di 100 mila unità, esattamente in 83.781. Di questi ne registriamo 15.912 (il 19% del totale) dalla Lombardia,. che si conferma la prima regione come partenze. Molto staccato il Veneto (secondo in graduatoria) con l'11,7% (9.840 partenze) e la Sicilia con il 9,3% (7.751) che resta la prima come residenti all'estero (13,9%) seguita dalla Lombardia (10,1%) e Campania (9,3%). Questo significa che, sebbene sia la prima regione italiana per economia, e quindi attrazione di manodopera, è anche quella in grado di fornire quella forza lavoro altamente specializzata - in termini tecnici che intellettuali - che possa rispondere alle attuali esigenze del mondo lavorativo. Per la cronaca, dai 3.100.000 del 2006, sono ormai 5.806.068 gli Italiani residenti all'estero. Li troviamo principalmente in: Argentina 15,6%, Germania 14%, Svizzera 11,2%, Brasile 9,1%, Francia 7,9% e Regno Unito 7,6% Questa e molte altre notizie si possono rilevare dal RIM Rapporto Italiani nel mondo - edizione 2022 - curato dalla sempre eccellente Delfina Licata (foto) e presentato stamane a Roma dalla Fondazione Migrates il cui presidente, Mons Giancarlo Perego, ha dihiarato: "la comunità dei cittadini italiani iscritta all'AIRE, Anagrafe Italiani Residenti all'Estero. è superiore a quella degli stranieri regolarmente presenti nel nostro Paese".

mercoledì 26 ottobre 2022

Consegnato in Svizzera il Premio Italiani nel mondo

Dopo il lungo periodo di pandemia che ha creato serie restrizioni alle attività e ai viaggi, Gianmaria Italia, ideatore del Premio, ha finalmente potuto raggiungere Antonio BERLINGIERI in Svizzera. E' un simpatico molisano che da cinquant'anni vive in Svizzera dove è nientemeno che il commissario tecnico della Nazionale Elvetica di Arti marziali;
disciplina che ha trasmesso alla figlia Patrizia che ha ricambiato ottenendo pregevoli risultati (foto) prima di lasciare la palestra e conseguire la laurea in psicologia infantile.
Si è frattanto aggiungo un nuovo petalo alla rosa dei vincitori del Premio Italiani nel mondo, riconoscimento riservato a nostri connazionali che, residenti all'estero, eccellono in Cultura, Sociale e Sport; si tratta di Romeo VENERANDO, un catanese che vive in Olanda. Con lui si incrementa anche il numero dei Paesi: 12 (4 premiati vivono negli USA, 2 in Austria e Lussemburgo, 1 ciascuno in Belgio, Brasile, Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera).
(nella foto in alto Antonio Berlingieri e la figlia Patrizia con la targa-premio; nell'ultima Patrizia Berlingieri con Gianmaria Italia)

martedì 25 ottobre 2022

Riconoscimento titoli nostri emigranti - video conferenza il 27 ottobre

L'Associazione Culturale dei Lombardi in Lussemburgo ha diramato questa interessante notizia. L'iscrizione all'AIRE e il riconoscimento dei propri titoli e diplomi sono fra le prime incombenze che deve affrontare ogni nostro connazionale quando si insedia all'estero. Il COMITES operante in Lussemburgo ha quindi organizzato un incontro con l'Avv GIUSI CHIRICO. L'iscrizione all'AIRE è necessaria per le normative e la fiscalità italiana, il, riconoscimemto titoli per proseguire gli studi all'università o in alcune professioni. Comprendere gli obblighi e i diritti, nel caso specifico in Lussemburgo (come negli altri Pesi UE) rende più agevole l'inserimento sociale. La professionsta, peraltro membro del Comites, illustrerà tutto questo GIOVEDI 27 OTTOBRE ORE 19 in una videoconferenza su piattaforma Zoom. Per i dettagli sul collegamento scrivere a comites.informa@comites.lu

mercoledì 19 ottobre 2022

Il siciliano Venerando Romeo si aggiudica il Premio Italiani nel mondo

Quest'anno, dopo Don Lino ZANI, valente missionario bresciano che da oltre 40 anni opera in Brasile, la commissione del Premio ASI Italiani nel mondo, presieduta dal giornalista Gianmaria Italia, ha assegnato l'ambito riconoscimento al catanese VENERANDO ROMEO . A scoprirlo e segnalarlo un altro catanese, Angelo Musmeci. Manager dell'Ufficio Europeo Brevetti, Venerando vive in Olanda dal 1990; vanta un curriculum di prim'ordine, sia come istruzione che formazione professionale e coltiva anche interessi di assoluto livello. Laureato in Fisica col massimo dei voti, parla fluentemente francese, inglese e tedesco. Oltretutto è appassionato di astronomia; ha conseguto il brevetto di pilota privato di aerei e, come si vede dalla foto, ha anche la passione per la pesca.
Che dire? Un esemplare punto d'orgoglio per i suoi corregionali e per tutti coloro che intendono mettere alla prova le proprie ambizioni varcando i confini del Paese e, come i milioni di Italiani espatriati, portare onore all'Italia. Istituito nel dicembre 2015, con Venerando il Premio è stato finora conferito a 17 connazionali di 12 diversi Paesi: 4 USA, 2 Austria, 2 Lussemburgo e 1 ciascuno Belgio, Brasile, Canada, Francia, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Svezia e Svizzera.

mercoledì 14 settembre 2022

Lussemburgo, visita al LIST

In Lussemburgo, nell'ambito della giornata "Portes ouvertes des enterprises" le sempre ammirevolmente attive Associazioni dei Lombardi e dei Campani organizzano, per domenica 18 settembre, una visita allo stabilimento LIST, Luxembourg Institute of Science and Tecnologie, a Sanem. Per aderire scrivere entro il 17 a arclux83@gmail.com

martedì 23 agosto 2022

Elezioni politiche, quel pensiero che non può mancare

Da una dozzina d'anni mi occupo dell'emigrazione italiana e ho ideato il Premio Italiani nel mondo. Tenendo conto che ci sono 6 milioni di Italiani residenti all'estero (l'AIRE) suggerisco a chiunque ha a cuore questa vasta italianità di non dimenticarla. Mentre auspico iniziative per trattenere in patria i propri giovani perchè sono risorse di cui il Paese ha bisogno. Ma nello stesso tempo ha a cuore ed elogia quei milioni di connazionali che lavorano all'estero; sappiamo che nelle loro case c'è sempre un Tricolore. A loro vada la nostra riconoscenza per l'onore che danno all'Italia" A quei politici tuttora tiepidi o scettici rammento che quei milioni di nostri emigranti hanno lasciato in Italia dei parenti, anche famigliari stretti a cui non potrà che giungere gradita questa riconoscenza. (nella foto, la statua Les voyageurs di Bruno Catalano)

domenica 7 agosto 2022

Gianmaria Italia a MARCINELLE : tutti ricordino l'8 agosto 1956, nessuno strumentalizzi

La tragedia nella miniera Bois du Cazier dove perirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani, resta scolpita nella memoria come tragico simbolo e, non a caso, quella data dell' 8 agosto è stata dichiarata "Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo" Quando sono in Lussemburgo o in Belgio non manco di recarmi alla miniera; non riporterà in vita quegli sventurati lavoratori ma è un gesto, un pensiero di affetto che ogni italiano, anche dalla propria casa, dovrebbe rivolgere perchè morire è triste per tutti, se poi accade sul lavoro o, peggio, in terra straniera, il dolore è ancor più straziante. Nessuna forza politica italiana dovrebbe essere assente oggi a Marcinelle, di persona o con un deferente ricordo. Altrettanto vada il monito a chi pensa di strumentalizzare questa dolorosa pagina paragonandola ai flussi migratori nel Mediterraneo, sarebbe improprio e una offesa a quegli sventurati minatori.(nella foto © il giornalista Gianmaria Italia a Marcinelle, davanti all'ingresso della miniera di Bois du Cazier)

mercoledì 3 agosto 2022

Politiche 2022: unico simbolo e un ministero per gli Italiani all'estero

La coalizione del Centrodestra, formata da Forza italia, Fratelli d'Italia e Lega, ha concordato un simbolo unico per il voto degli Italiani residenti all'estero. Questo, oltre a rappresentare un indirizzo univoco per i nostri connazionali, si affianca al progetto di Berlusconi di istituire un Ministero per gli Italiani all'estero: una significativa attenzione e meritorio riconoscimento per la nostra comunità che, in ogni angolo del mondo, porta onore all'Italia.

venerdì 27 maggio 2022

PER I NOSTRI EMIGRANTI SOLO TASSE, NESSUNA AGEVOLAZIONE

Solo chi conosce bene la realtà dei nostri connazionali che risiedono all’estero può cogliere quanto siano grotteschi certi compiacimenti di cronisti nostrani nel ricordarci che talune personalità straniere abbiano origini italiane. Agli ormai celebri casi di Papa Francesco, di Fiorello La Guardia, Joe Petrosino, Rudolph Giuliani, Nancy Pelosi, Frank Sinatra, Madonna e Lady Gaga si è aggiunto Anthony Albanese, il nuovo capo del governo australiano, ma sappiamo bene che la lista è alquanto lunga e, legittimamente ce ne possiamo compiacere sapendo che i loro antenati lasciarono il nostro Paese in cerca di lavoro, di benessere. Invece nessuno si preoccupa dei 6 milioni di nostri connazionali che risiedono all’estero dove si esprimono al meglio. No, mi correggo, se ne preoccupa il Ministero delle Finanze che incrementa le proprie casse anche con il loro denaro. Il più nefasto fu il malaugurato provvedimento varato dal governo Monti nel 2011: applicò l’IMU anche sugli immobili lasciati, seppur vuoti e sfitti, in Italia. Questa Italia, invece, così prodiga di bonus e assegni anche per banalità ai qui residenti, non permette esenzioni fiscali agli italiani che vivono all’estero. Un esempio è quello delle rate pagate mensilmente all’INPS per il riscatto della laurea: non si possono detrarre da redditi percepiti in Italia e puntualmente gravati di Irpef. In altri termini: caro emigrante, pensa solo a pagarmi. Incongruenza? Forse meglio definirla discriminazione.

sabato 26 marzo 2022

Premio Italiani nel mondo, un riconoscimento che ha varcato tante frontiere

Dopo il conferimento del Premio Italiani nel mondo al missionario Don Lino Zani sono state numerose le richieste di chiarimenti, di informazioni pervenute a questo sito: perchè, a chi, da quando? Costo? Cominciamo col chiarire che è assolutamente gratuito perchè è uno spontaneo riconoscimento a nostri connazionali che si stanno distinguendo all'estero nella Cultura, nello Sport o nel Sociale. Venne istituito il 15 dicembre 2015 dall'ASI Associazioni Sportive e Sociali Italiane, su idea del suo consigliere nazionale, il giornalista Gianmaria Italia (foto in alto). In soli 6 anni ha raggiunto 11 Paesi premiando 15 persone e un ente, la Fondazione Migrantes. Chi sono? Quattro negli USA: l'ex campione di boxe e kick boxing, il monzese Andrea Galbiati,
l'imprenditore siracusano Gaetano Indomenico, la scienziata milanese Alba Coraini ricercatrice dello SLA e l'avellinese Geno Auriemma, super titolato coach della Nazionale femminile USA di basket.
Due in Lussemburgo: la bolzanina Maria Sartori Plebani, autrice di numerosi testi didattici, e la regista teatrale Luisella Suberni Piccoli originaria di Trieste
. Due anche in Austria: l'ex nuotatrice trentina Chiara Salatino e il biellese Davide Dato, primo ballerino dell'Opera di Vienna. Uno ciascuno in queste nazioni: il giornalista Bruno Roncarati (Gran Bretagna), l'ex marciatrice veneta Ileana Salvador (Svezia), il direttore di coro e d'orchestra Salvatore Perri (Francia), il ct della nazionale elvetica di arti marziali Antonio Berlingieri (Svizzera), in Canada l'ex campione di judo e ora fra i migliori geologi al mondo Giorgio Garofalo,
l'ex calciatrice e attuale ct dello Standard Liege Feriana Ferraguzzi. A loro si è ora aggiunto, emozionando tutti, Don Lino Zani, per oltre trent'anni missionario in Brasile.(foto dall'alto: Chiara Salatino con Gianmaria Italia Andrea Galbiati,Maria Sartori Plebani, Luisella Suberni Piccoli e Feriana Ferraguzzi)

domenica 20 marzo 2022

Dall'ASI, una targa che premia chi eleva la dignità degli umili

“Carissimo Presidente Claudio, quando Gianmaria mi ha comunicato che mi avevate scelto per darmi il premio del 2022 mi sono detto, come è possibile a un prete sconosciuto in un posto sconosciuto? Dopo, alla fine, pensandoci un po’ meglio mi sono detto: forse non hanno scelto me, hanno scelto un rappresentante di tutti gli italiani che anonimamente lavorano all’estero e cercano di costruire un mondo che sia di pace e fraternità, di giustizia. Un mondo dove a tutti sia offerta la possibilità di vivere come persone umane. Allora sono stato molto contento di questo riconoscimento. Volevo ringraziare lei, presidente e tutta la commissione che, nonostante non mi conoscesse, avete voluto darmi questo riconoscimento in nome anche di tutti gli altri preti. C’un fracco di preti, di suore, di laici che lavorano nel Terzo mondo e fuori dall’Italia e cercano di fare bene il loro dovere. Quindi a lei e a tutti i membri della commissione che Dio benedica tutto quello che state facendo per un mondo migliore. Un forte abbraccio. Ciao dall’Amazzonia. Don Lino.” E' il messaggio che Don Lino Zani, originario di Ossimo (Valle Camonica - Brescia) ha inviato per whatsapp dalla sua terra di missione: un saggio di ammirevole modestia!
Claudio è Claudio Barbaro, il presidente nazionale di ASI Associazioni Sportive e Sociali Italiane che, primo fra tutti gli enti simili, sei anni fa condivise e sostenne la proposta di un suo consigliere nazionale, il giornalista Gianmaria Italia, di istituire uno specifico riconoscimento a nostri connazionali che si stavano distinguendo all'estero. Va ricordato che all'ASI fanno capo 12.000 associazioni, 109 strutture territoriali, 38.000 tecnici e 90 settori e coordinamenti tecnici. Dicevamo del Premio; avvenne sei anni fa e finora l'ASI aveva individuato 15 emigranti degni di tale riconoscimento. Soggetti di alto profilo, esempi a cui l'Italia deve guardare riconoscente per l'onore che portano al nostro Paese. Tuttavia stamane, presentando Don Lino Zani, missionario in Brasile, si è toccato il Cielo "quello con la C maiuscola perchè questo sacerdote ha finora dedicato quasi una quarantina dei cinquant'anni di sacerdozio all'emancipazione morale e sociale di genti brasiliane in una meritoria attività missionaria", ha dichiarato Italia.
E la conferma si legge nella dedica stampata sulla targa-premio e firmata da Claudio Barbaro: "A Don Lino Zani per avere scelto, quale missione di vita, di elevare la dignità degli umili".(nelle foto Don Lino Zani celebrante, Claudio Barbaro con la targa-premio)

martedì 8 marzo 2022

Il Premio Italiani nel mondo a Don LINO ZANI, missionario bresciano

E venne il giorno per Don Lino ZANI di ricevere il Premio Italiani nel mondo, un riconoscimento promosso dall'ASI che, con lui, in 6 anni, ha già gratificato 16 nostri connazionali. Mai se lo sarebbe aspettato, e il merito lo si deve a Roberto Bassi, il vicecindaco di Ossimo, comune della Valle Camonica in provincia di Brescia, che l'ha segnalato a Gianmaria Italia, l'ideatore del Premio.
E a Don Lino, a cui tutti, ma proprio tutti portano affetto e riconoscenza per il suo apostolato, non sarebbe mai venuto in mente di ricevere una gratificazione di portata nazionale dall'Italia, oltretutto proprio il 6 marzo, giorno del suo 74° compleanno. Don Lino è nato infatti il 6 marzo 1948 a Ossimo. Dalla sua consacrazione a sacerdote, nel 1975 e fino al 1997, è stato missionario in Brasile; tornato in Italia per essere vicino alla mamma l'hanno promosso parroco di Villa di Lozio e Malegno fino al 2011. Eccolo nuovamente all'estero, in Mozambico per otto mesi a sostituire un confratello e poi rimandato in Brasile, esattamente in Amazzonia, dove è tuttora parroco di 75 comunità per 18mila abitanti distribuiti su un territorio di 18.000 mq2. Prima del Premio Italiani nel mondo a Don Lino ZANI erano state conferite le cittadinanze onorarie dalle municipalità brasiliane di Itaobim (1980) e Jenipapo de Minas (2006) e il Premio "Mitres Terram Possident dal comune di Malegno (2019).
Ci sarà certo gran festa a Ossimo quando gli verrà consegnata la targa-premio, ma già ora, in Valle Camonica, tutti sono felici per lui. (foto gentilmente concesse da Samuele Zani e Andrea Mensi)

domenica 13 febbraio 2022

Marcinelle, Mattmark: quelle tragedie della nostra emigrazione poco note o molto oscurate

Osservando questa foto dove sono ritratte decine di nostri connazionali che, in procinto di emigrare, affollano un treno, mi domando se sono ancora in vita e possono riconoscersi. Mi auguro che siano ancora tra noi e possano testimoniare tutto quanto qui descrivo con affetto.
"Sono pronto a rinunciare agli aiuti americani in cambio di far liberamente emigrare i disoccupati italiani, perchè le loro rimesse in denaro arriverebbero prima rispetto al Piano Marshall i cui benefici economici comporteranno tempi più lunghi"; questa la sintesi di quanto dichiarò De Gasperi nel suo intervento conclusivo al III Congresso nazionale della DC nel giugno 1949. E chi se lo ricorda più se non qualche saggista? Durante il mio periodo universitario, sebbene avessi scelto Scienze Politiche, non sentii mai trattare, da alcun docente, l'emigrazione italiana. Eppure, a cavallo del 1800/1900 se ne andarono quasi 15 milioni di nostri connazionali. Milioni d'altri, seppur distribuiti negli anni, lasciarono il nostro Paese verso destinazioni europee: Svizzera, Francia, Bretagna e Belgio dove, soprattutto per il protocollo bilaterale del 23 giugno 1946 "braccia per carbone" fissarono in 50.000 unità gli italiani diretti alle miniere della Vallonia. Si ipotizza siano stati quasi 70.000 perchè la fame di lavoro e di manodopera era condivisa. In miniera il sacrificio umano fu immane, si calcola in 520 i lavoratori italiani che vi perirono prima della tragedia dell'8 agosto 1956 a Marcinelle, sobborgo di Carleroi. Nella miniera Bois du Cazier persero la vita in 262 di cui 136 italiani. Qui, dove sono stato tre volte per un affettuoso tributo, si commemora ogni anno quella tragedia. Immane tragedia causata da un errore umano, una malintesa comunicazione tra due operatori.
Non è stata invece di origine umana quella del 30 agosto 1965 a Mattmark, nel cantone svizzero del Vallese. Si stava costruendo una diga quando 2 milioni di mettri cubi di ghiaccio e detriti si rivesarono sul cantiere seppellendo baracche, automezzi, macchinari e 88 operai, 56 di questi erano italiani e 23 svizzeri. Al dolore per le vite umane, così dolorosamente stroncate, si aggiunse l'oltraggiosa beffa che le famiglie delle vittime dovettero pagare le spese legali perchè gli imputati andarono tutti assolti.

lunedì 7 febbraio 2022

Emigrazione italiana: le grandi tragedie sulle vie della speranza

Della nostra emigrazione, quella massiccia fra la grande crisi agraria del 1876 e la Prima guerra mondiale quando circa 14 milioni di italiani cercarono una vita migliore all'estero, si è narrato molto soprattutto per lo spopolamento delle nostre terre più povere e delle difficoltà di accesso, di ammissione negli Stati Uniti d’America e, purtroppo, anche di alcune pagine meno edificanti. Certo, ma tutto questo tralasciando aspetti che fecero meno cronaca: la generosa caparbietà delle nostre genti che hanno saputo inserirsi, farsi valere conquistando anche apprezzabili posizioni sociali nei Paesi che li avevano accolti. E poi il viaggio, la traversata oceanica. Momenti di pianto, il lasciare per sempre quelle terre che, seppur povere, erano comunque le radici della famiglia. A malincuore si partiva per intraprendere la strada verso una meta del tutto sconosciuta, ma che era stata descritta soprattutto nei sogni, nelle speranze. Non abbiamo che pochi cenni di cosa sono state talune tragedie durante le rotte oceaniche. Prime fra tutte le malattie che, contratte nelle precarie condizioni igieniche durante la traversata, fecero centinaia di vittime. Nel 1884, 20 morirono di colera sul Matteo Brazzo che, proprio per l'epidemia a bordo, era stato respinto a cannonate mentre tentava di attraccare a Montevideo; 34 per asfissia sul Cachar e 18 per fame sul Carlo Raggio. Nel 1889 in 27 trovarono la morte per afissia sul Frisia e 34 di morbillo sul Parà. Nel 1893 difterite e colera ne uccisero 96 sul Remo. Nel 1894 in 155 morirono sull'Andrea Doria e 20 sul Vincenzo Florio; nel 1905, 45 sul Città di Torino. Una pagina ancora più dolorosa per le sue proporzioni sono stati i naufragi di cui oggi, ed è sconcertante, non se ne parla, eppure l'oceano ha portato nei suoi abissi centinaia di vite e ...speranze. Il 24 agosto 1880, per un accidentale speronamento al largo della costa argentina, affondò il piroscafo Ortigia, 149 i morti. 18 marzo 1891: il piroscafo Utopia si inabissò per una collisione con la nave militare britannica HMS Anson nella baia di Gibilterra: perirono in 562, erano emigranti italiani diretti negli Stati Uniti d’America. Il 4 luglio 1898, al largo della Nuova Scozia, affonda il piroscafo Bourgogne: muoiono in 549, per lo più emigranti italiani. 4 agosto 1906: piroscafo Sirio, varato nel 1883, della Navigazione Generale Italiana, salpa da Genova il 2 agosto 1906 con destinazione finale Buenos Aires. Ha a bordo circa 850 passeggeri, buona parte dei quali emigranti italiani. Dopo alcuni scali nei porti di Barcellona e Cadice si dirige verso le Gran Canarie e Capoverde per poi puntare verso l’America del Sud. Passate le Baleari transita a tutta forza davanti a Cartagena, esattamente Capo Palos, dove va ad incagliarsi contro degli scogli; si presume che, tra annegati e dispersi, siano mancate all’appello circa 500 persone. 25 ottobre 1927: il Principessa Malfalda (nella foto) affondò davanti alle coste brasiliane. Era uscito nel 1908 dai cantieri di Riva Trigoso, sul Levante ligure. Stavolta era al suo ultimo viaggio perché sarebbe stato poi destinato alla demolizione e si narra che, proprio per questo, negli ultimi tempi c'era stata scarsa manutenzione. E le conseguenze si pagarono subito perché la nave dovette forzatamente fare scalo a Dakar (Senegal) per una riparazione all’asse dell’elica sinistra. Una successiva soata nell’isola di Capo Verde per riparare le celle frigorifero perchè le vivande si erano deteriorate. Quando si trovò a circa 80 miglia al largo delle coste brasiliane, tra Salvador de Bahia e Rio de Janeiro, si sfilò l’asse dell’elica sinistra che, continuando a girare, squarciò la chiglia a poppa causando una copiosa entrata d’acqua. Inutili le riparazioni di fortuna adottate, venne lanciato l’SOS che fece confluire subito i soccorsi dalla costa e da navi che transitavano nella zona. Ammirevole il comportamento dell’equipaggio e del suo comandante, il siciliano Simone Gulì che scomparve tra i flutti insieme alla sua nave. Gli venne conferita la medaglia d’oro alla memoria e intitolata una via a Palermo. Si calcola che perirono non meno di 600 passeggeri: una tragedia che ha indotto molti a definirlo il Titanic italiano. Cionostante milioni di Italiani hanno continuato, e continuano a partire verso prospettive di vita migliori accompagnati da tanta speranza e determinazione. Valori che, lo dimostrano i fatti, sono risorse per tutti i Paesi che li ospitano.