sabato 20 luglio 2019

Carta Identità Elettronica per Italiani all'estero



Il 17 luglio il  ministro degli Interni MATTEO SALVINI ha firmato il decreto che approva il documento contenente le modalità di emissione della carta d'identità elettronica (CIE) per i cittadini italiani residenti all'estero.
Tale documento potrà essere richiesto ed emesso direttamente nella rete dei consolati dell'Unione Europea e in quelli nei quali la CIE garantisce la libera circolazione (Andorra, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino, Norvegia, Città del Vaticano, Islanda e Liechtenstein)

lunedì 15 luglio 2019

FERIANA FERRAGUZZI, dall'Italia al Belgio sempre vincente

Feriana Ferraguzzi, prima in piedi a sinistra, in Nazionale a Reggio Emilia il 27.11.1988
copyright Gianmaria Italia 

I recenti Mondiali di calcio femminile in Francia hanno portato alla ribalta una realtà sconosciuta a molti, non tanto perché delle ragazze giochino al calcio (sarebbe deplorevole), quanto l'ampia diffusione e l'alto livello tecnico raggiunto.
L'Italia può comunque vantare di avere creduto fortemente in questo Sport già quasi una quarantina d'anni fa; infatti nel 1981 la nostra Nazionale vinceva in Giappone la prima edizione del Mundialito.
Proprio quell'anno una nostra calciatrice, la perugina Feriana Ferraguzzi, dopo avere conquistato con la Lazio gli scudetti 1979 e 1980, accettava la proposta dello Standard Fémina Liège e raggiungeva il Belgio.
Qui inanellava successi: 9 campionati nazionali, 4 Coppe del Belgio, 4 Supercoppe. 
Feriana Ferraguzzi con la Nazionale a Monza
copyright G.Italia

Nel frattempo però non dimenticava l'Italia e rispondeva presente a tutte le 99 convocazioni in Nazionale che le pervennero dal 1975 al 1993; in azzurro partecipava, in Cina, alla prima Coppa del mondo  segnando un goal. Ferraguzzi fu una straordinaria centrocampista. Si ritirò dopo gli Europei del 1993 di cui venne premiata quale  miglior giocatrice del torneo.
Una volta terminata l'attività di calciatrice lo Standard Fémina Liège, consapevole dei suoi valori, la trattenne come direttore tecnico, un ruolo che ricopre tuttora e che l'ha portata a conquistare altri successi: 8 campionati nazionali, 4 Coppe del Belgio e 3 Supercoppe. 
Ferraguzzi nello Standard Fémina Liège

La commissione del Premio Italiani nel mondo, istituita da ASI, Associazioni Sportive Sociali Italiane, ha deciso all'unanimità di conferirle questo prestigioso riconoscimento - edizione 2019. 

per comunicarvi col blog scrivere a  gianmaria.italia@gmail.com   

  

venerdì 12 luglio 2019

Oltre 3.000 Italiani detenuti all'estero

3.278 nostri connazionali sono reclusi in varie parti del mondo: l'80% in Europa, il 14% nelle Americhe ed altri, forse quelli che vivono situazioni ancor più travagliate, in galere di altri Paesi.
La comunicazione arriva dal nostro Ministero Affari esteri, ma ne ha fornito un dettagliato reportage l'AGI Agenzia Giornalistica Italiana
Ben 3 su 4 sono ancora in attesa di giudizio mentre solo 1 su 5 ha subito una condanna.
Davvero umilianti le condizioni in cui molti di loro sono reclusi, lesive dei più elementari diritti dell'uomo; si pensi a coloro che sono malati ma senza adeguate cure, hanno problemi di lingua e quindi dialogo con le autorità locali e gli altri prigionieri. In altri casi questo ha causato gravi conseguenze, come per Angelo Falcone e Simone Nobili che in India, nel 2007, furono costretti a firmare una dichiarazione in hindi, lingua loro sconosciuta, che si è rivelata una confessione, con tutte le immaginabili conseguenze ed implicazioni. 
Un'ampia analisi di questa grave, quando non pericolosa situazione, l'ha svolta Katia Anedda, presidente dell'onlus Prigionieri del silenzio, con sede a Torino, che dal febbraio 2008 si occupa di questa dolorosa realtà che meriterebbe maggiore e più efficace attenzione da parte del nostro potere politico. Nel suo statuto, infatti, c'è l'intento di creare un movimento di opinione pubblica in favore dei detenuti italiani all'estero. 
D'altronde non è detto che, perché recluso, uno sia colpevole.


martedì 2 luglio 2019

UE, vergogna britannica

Oggi, a Strasburgo, in occasione dell'inaugurazione della nona sessione del Parlamento Europeo, alcuni parlamentari  del Brexit Party, quello che fa capo a Nigel Farage, hanno voltato le spalle alla Presidenza durante l'esecuzione dell'Inno alla Gioia, vala dire l'inno ufficiale dell'Unione Europea.
Euroscettici che però non rifiuteranno il lauto stipendio delle casse dell'UE
Inutile aggiungere specifici comment, mi preme pensare alla delusione che avrà attraversato la coscienza di quegli europarlamentari, anche italiani, che avevano applaudito alla presa di posizione di Farage e l'esito dell'Exit.
Partiamo bene...