giovedì 7 ottobre 2021

Consegnato a ILARIA SALATINO il Premio Italiani nel mondo

“E’ un onore per me essere stata selezionata fra i giovani che hanno deciso di intraprendere questa strada, quella di abbandonare la propria casa, affetti e, se vogliamo, la propria zona di comfort per mettersi in gioco in una realtà internazionale. Tanti, infatti, sono i giovani come me che si recano all’estero in cerca di maggiori certezze professionali o di opportunità che non avrebbero nel nostro Paese. Noi giovani emigranti italiani siamo una comunità grande e stimata. Chi si avvicina a noi sa che siamo professionisti preparati, aperti e capaci di confrontarci con realtà nuove, ma che al contempo portiamo sempre il nostro paese e la nostra cultura nel cuore. A Vienna ho avuto modo di far parte di un’ associazione di giovani professionisti emigrati da tutto il mondo, in cui ho cercato di farlo conoscere e apprezzare. Ho ritenuto infatti tenere alto il nome dell’Italia, non solo svolgendo il mio lavoro con massima professionalità, ma anche nl mio tempo libero in contesti più informali. Hanno costituito contributo fondamentale per il mio successo, e sicuramente quello di molti altri talenti che stanno onorando il nostro Paese all’estero, i principi assimilati anche dal mondo dello sport . Grazie al nuoto ho avuto modo di capire sin dall’infanzia che i risultati si possono ottenere solo tramite impegno, disciplina e sacrificio costanti. Ringrazio nuovamente per il premio conferitomi: è un riconoscimento che porterò sempre con me, ovunque io vada.”
E’ questo che Ilaria Salatino, nata nel 1992, ha dichiarato nel ricevere, lo scorso 3 ottobre, quella targa-premio che le limitazioni del Covid avevano impedito di consegnarle lo scorso anno mentre si trovava a Vienna. Un discorso che rispecchia perfettamente sia i valori basilari del riconoscimento che lo spirito con cui la Commissione del Premio ASI Italiani nel mondo, istituita e presieduta dal giornalista Gianmaria Italia, ha voluto dare alle assegnazioni negli ultimi anni: dimostrare attenzione verso i nostri giovani che, forti di ottimi risultati negli studi e dimostrando carattere e voglia di affermazione, riempiono la loro valigia di speranze ed emigrano mettendosi in gioco. E’ stato un incontro particolarmente toccante dove Ilaria era affettuosamente circondata dai genitori Mirella e Rosario e dalla sorella Chiara: una splendida ed esemplare famiglia. Questo riconoscimento venne ideato da Italia nel 2015 e ha raggiunto finora 13 connazionali in 10 diversi Paesi. E' consigliere nazionale dell'ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane e come tale, interpretando la massima collaborazione istituzionale, ha voluto farsi affiancare dal massimo dirigente locale dell'ente: Pantaleo Losapio, presidente del comitato regionale nel Trentino A.Adige, che ha ospitato l’importante evento nella sede del CONI. La delegazione dell’ASI trentina era composta anche dal figlio Emanuele Losapio, presidente provinciale dell'ASI e consigliere provinciale del CONI, e Pasquale Pentassuglia, responsabile del settore arti marziali e da combattimento.
Nelle foto, dall'alto Ilaria Salatino con Gianmaria Italia, la targa-premio, foto di gruppo nella sede CONI di Trento, da sinistra Emanuele Losapio, Ilaria Salatino, Gianmaria Italia e Pantaleo Losapio.

giovedì 16 settembre 2021

Lussemburgo, fervente attività culturale

Sempre degne di nota le notizie che giungono dal Granducato dove la comunità italiana si distingue proponendo momenti di assoluto interesse. Ecco due spettacoli patrocinati dall'Ambasciata d'Italia (Ufficio Promozione Integrata): CONCERTO in collaborazione con la Fondazione Cavour: il Gruppo "MEZZOTONO" si esibirà il 24 settembre presso il Forum Geesseknappchen. Interessantissimo perchè il gruppo si esibirà senza strumenti.
TEATRO: nei giorni 8 - 9 e 10 ottobre Teatro Lingua presenterà LA MANDRAGOLA di Nicolò Macchiavelli. Il tutto sarà accompagnato da musiche e proiezioni creati per l'occasione. Adattamento di Luisa Suberni Piccoli, regista di origini triestine. Organizzazione dell'Associazione Convivium con Altrimenti Culture. https://altrimenti.lu/activites/la-mandragola/

Visita allo stabilimento Arcelor Mittal

Sempre attiva l'Associazione Culturale Lombardi in Lussemburgo che, nell'ambito dell'iniziativa "Portes ouvertes des enterprises luxenborgeosises", propone per domenica 19 settembre una visita guidata allo stabilimento Arcelor Mittal a Bissen.

domenica 5 settembre 2021

Svizzera-Italia: gli azzurri deludono gli Italiani

Delusione per i 12mila italiani, tutti nostri emigranti, che oggi hanno raggiunto il St Jakob Park di Basilea; erano lì per ammirare da vicino i nostri calciatori campioni d'Europa augurandosi di vederli vincere nuovamente, ma vittoria non c'è stata. Il pareggio a reti inviolate è come un limbo, abbiamo peraltro fallito un rigore. Accanto all'onesta ammissione del nostro ct Mancini: "Abbiamo avuto troppe occasioni, dovevamo vincere" proprio da latte alle ginocchia sentire invece: "La palla non voleva entrare" oppure "Siamo alla 36a partita utile consecutiva". Dovevamo andare a Basilea per scoprire che i palloni sono "discoli e disubbidienti" e che le partite non sono tutte uguali? Le gare non vanno intese solo per la conquista dei punti in classifica, ma per quanto sanno dimostrare a chi, mettendo mano al portafoglio, va allo stadio non solo per vedere la gara ma per sostenere i noostri calciatori, farli sentire a casa. E quei tifosi non sono gli stessi di Milano, Roma o Napoli, sono i nostri connazionali che vivono all'estero, che il giorno dopo vogliono ritornare sul luogo di lavoro con il sorriso di chi ha saputo essere vincente; e loro sono dei vincenti perchè, da stranieri, fanno una doppia fatica rispetto a noi, italiani in patria, per emergere nella società. Ma questo non è sempre facile da capire, e mi domando se ne hanno mai colto il significato quando all'estero ci vanno solo dopo avere accettato ingaggi da milioni di euro. D'altronde, se non ne fanno parola neppure i nostri telecronisti RAI, che talvolta si perdono in stucchevoli dissertazioni tecniche, cosa dobbiamo attenderci? Ad Auro Bulbarelli, direttore di Rai Sport, un garbato invito: spiegalo loro, grazie.